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Templari 2020
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L’APOCALISSE Romanzo di Casara Graziano Washington DC, Novembre 2020 all’imbrunire. Il sole al tramonto stava ammantando di un rosso arancio il Tidal Basin, il lago artificiale davanti al Jefferson Memorial mentre un uomo dall’aspetto leggermente trasandato stava leggendo qualcosa seduto sui gradoni del mausoleo quando un giovane in livrea da chauffeur lo raggiunse e dopo un impercettibile inchino lo esortò con voce affettata e con la erre moscia “: Signore, è ora, miss Carolyn la starà aspettando, la prego!” L’uomo annuì mentre piegava con cura quella lettera ingiallita dal tempo, infilandosela poi nella tasca interna della giacca. Si rialzò e guardò negli occhi quel ragazzo così a modo da sembrare finto. Si avviarono lentamente verso il piazzale semi vuoto, dove una limousine nera lo stava attendendo. Il giovane autista premuroso più che mai si precipitò ad aprire la portiera posteriore mentre l’uomo arrivava. Si fermò qualche attimo ad osservare quel ragazzo e gli sorrise “: Rilassati giovanotto, camperai più a lungo, dai retta a me!” commentò l’uomo mentre entrava nell’abitacolo. Indossava un cappello in tinta con il vestito, un blù scuro e un po’ trasandato quanto l’abito stropicciato che portava e una voce cavernosa lo accolse “: John John per l’amor di Dio, che cavolo ti dice il cervello eh? Vuoi mandare a puttane anni e anni di sacrifici così...per un tuo cazzo di capriccio? Ormai siamo ad un passo dalla vittoria ma perdio...dobbiamo stare vigili, quei merdosi di Democratici sono peggio delle SS, sono ovunque e pronti a tutto!” concluse seccato mentre l’uomo sprofondava sulla comoda poltrona dell’imponente auto “: Generale vuoi star tranquillo? Ti agiti troppo per i miei gusti e poi non chiamarmi mai più John John ok? Il mio nome è Vincent, ricordalo.” replicò ma la voce roca del generale replicò chiosando “: Ma mi spieghi che ci facevi al mausoleo? C’è una folla immensa al Lincoln Park che attende Potus e noi siamo qui a trastullarci Vincent…” l’uomo che leggeva si tolse il cappello e si passò le mani sul volto segnato dalla stanchezza che si fermarono sulla sua bocca, poi infilò la mano sulla tasca interna della giacca ed estrasse la lettera che stava leggendo al mausoleo del presidente Jefferson e la consegnò al generale che preoccupato ed incuriosito la prese in mano, inforcò gli occhiali da lettura e diede una prima occhiata. Poi i suoi occhi sbigottiti cercarono quelli di Vincent da sopra la montatura in ferro incrociandoli “: Ma...come l’hai avuta? Ogni cosa che riguarda tuo padre è Top Secret. Chi è stato?” chiese preoccupato, ma non ebbe risposta se non un sorriso sarcastico del suo ospite che aprì la giacca, mostrando una felpa con stampigliata la copertina della rivista “George”. L’alto ufficiale sbiancò “: Vorresti dire che...lui...ha infranto la legge per consegnarti questa lettera? Cazzo John se lo venissero a sapere i nostri nemici saremo cadaveri prima di notte” tuonò il generale “: Michael, quella è solo una fotocopia, ma ti consiglio di leggerla con attenzione, ne va non solo della nostra vita ma anche di quella di chiunque altro in questo pianeta, ok? Ed ora andiamo altrimenti la mia Carolyn mi fa a fette” concluse mentre l’auto scura partiva elegante e sinuosa si immetteva nella US1. Nel frattempo nel enorme ufficio londinese della GHYU, una fantomatica ma ormai nota flottiglia di navi della onlus posseduta da George Soros, un nervoso e iracondo uomo sui quarant’anni, paonazzo in un volto ricoperto da una barba ben curata, stava urlando “: Non me ne frega un cazzo se sono uomini e donne innocenti, nessuno è innocente per quanto mi riguarda, sono solo degli scarafaggi che consumano alimenti non loro. Li voglio morti, schiacciati mi sono spiegato? Voglio vedere scorrere il sangue, Washington deve risvegliarsi col Potomac rosso sangue e voglio la testa di Trump sulla mia scrivania domani...Alzo la taglia a 100 milioni di dollari...ok? E datti da fare stronzo!” concluse chiudendo rabbioso la comunicazione e gettando contro il muro a pochi metri alla sua sinistra lo smartphone con cui aveva appena parlato mandandolo in mille pezzi. Ma quel uomo con un abito di alta sartoria, era in evidente preoccupazione. Invero il terrore lo avvolgeva tanto che la sua mano passò tra i capelli bagnati di sudore freddo, mentre in quel momento faceva la sua comparsa il fratello di qualche anno più giovane che mani in tasca stava osservando quella scena: pezzi di plastica sparsi per il pavimento e il corpo del cellulare piantato non si sa come, nel tronco di una palma nana che dimorava nel bel mezzo del gigantesco ufficio in una fontana che zampillava acqua da due bocche di puttini marmorei “: Robert, hai finito? Hai idea di quanto casino hai provocato? Non è servita a nulla la tirata di nostro padre due mesi fa vedo” commentò sarcastico Gregory. I due erano come acqua e olio, incompatibili e la sola cosa che li teneva uniti, erano i soldi del padre e lo stesso lavoro, per il resto il disprezzo che provavano l’un l’altro era evidente, palese. Robert alzò lo sguardo osservando con disprezzo quell’uomo che mal sopportava e si avvicinò con arroganza “: Prima di tutto caro fratello, quando entri in questo ufficio sei pregato di farti annunciare ok? E poi se a me va di far casino come dici tu, lo faccio anche senza il tuo permesso, mi sono spiegato?” gli urlò a pochi centimetri dal naso di Gregory che non fece una piega se non un evidente fastidio odoroso. Sembrava avesse annusato un escremento appena compiuto e lo fece notare “: Ma con che ti lavi i denti fratello? Con la merda che vomiti? No perché altrimenti ti consiglio di cambiare dentifricio” concluse e la lite continuò, senza fine. Ma quella telefonata che aveva ricevuto era così vitale per il piano della Elite che se fosse naufragata avrebbe messo a rischio la vita stessa dei membri degli illuminati dell’intero pianeta. Ogni cosa pianificata scientificamente trovava sempre un ostacolo imprevisto, come se qualcuno sapesse in anticipo le mosse in divenire e ciò obbligava il vertice ad accelerare il piano. La limousine si fermò a lato della Indipendence Avenue, dove Vincent scese salutando il suo anfitrione “: Michael, tu sei un generale, conosci la guerra, conosci le mosse del nemico, ma io sono un signor nessuno che ha sulle spalle un a enorme responsabilità. Se non fermo questi mostri, per il genere umano sarà l’apocalisse. Leggiti la lettera e poi bruciala” concluse chiudendo la portiera della grande auto scura che sgommò leggermente. Vincent si calzò sul capo il suo inseparabile cappello, attraversò la strada gia piena di patrioti. I sostenitori di Trump erano centinaia di migliaia ed era davvero uno spettacolo unico nel suo genere, chiamò un taxi e quasi simultaneamente una tipica autopubblica rossa si accostò, salì e diede l’indirizzo all’autista “:1701 Pennsylvania Avenue nord ovest grazie”.

Fratelli, l'ora della battaglia si avvicina e molti di voi mi avete chiesto se sia pazzo nel dichiarare la paura un arma in mano del nemico. Non provare paura è utopistico certo, ma pensando a ciò che sarebbe se il male prevalesse, la paura scompare lasciando il posto al coraggio. Certo, la paura ci accompagna sempre fratelli, saremmo stolti se non fosse così, ma l'ardore che ci invade per far vincere la verità sulla menzogna ci dona una forza propulsiva incredibile. E poi non siamo soli, Cristo ha posato la sua mano sul nostro cuore e quindi il timore si va via via trasformando in indomita FEDE! Il bene trionferà ma sarà il vostro coraggio a vincere il male.

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Un popolo ammantato dalla paura è un popolo malleabile e manipolabile da chi lo dominerà per sempre. Fratelli, le vostre paure sono il loro strumento per distruggervi. Perché avete paura di morire? Sappiate che nessuno è mai vissuto in eterno e tutti voi morirete, come succederà a me, prima o poi e la domanda da porci è : sono vissuto con onore e rispetto? Sono morto in modo vile oppure ho lottato con orgoglio per far prevalere la verità del bene supremo? Quel che costruite in vita sarà ciò che chi rimarrà racconterà ai posteri. Bando al terrore, mostrate coraggio per non essere mai chiamati vigliacchi da nessuno.

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Non stupitevi fratelli, il male che si è palesato in tutto il suo squallore, si è insinuato nelle nostre vite sin dall'alba dei tempi. Noi stessi siamo stati trucidati proprio da coloro che per millenni hanno retto le colonne di una chiesa lontana da Cristo, al servizio del maligno. Beati coloro che pur nella loro limitata comprensione hanno condiviso i dubbi e le ingiustizie che questi mostri mostrano col le loro menzogne quotidianamente al popolo del mondo. Non abbiate paura di loro, sono escrementi del demonio e come tali non potranno godere ne assaporare la gioia divina. Le armate di Gesù sono pronte per scacciare il demonio dalla terra e confinarlo con tutti i suoi adepti nel più remoto e profondo recesso di questo universo. Uno dei misteri che abbiamo conservato con molta attenzione riguarda le preghiere. Ebbene si fratelli, se riusciste a pregare in un numero piuttosto alto e all'unisono si creerebbe un mantra le cui frequenze aprirebbero le porte al bene supremo la cui vibrazione diverrebbe come un vento impetuoso che scardinerebbe ogni loro dogma e farebbe tornare il sereno. Ma non basta. Il nostro cammino di speranza va aiutato ogni giorno con la resilienza, disobbedendo in massa alle restrizioni che i poteri associati a satana impongono. Noi siamo la veritas e la giustizia divina e sociale. Che il Signore Dio Nostro vi resti accanto e che vi protegga col suo amore.

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Su di noi

#Porgo a voi tutti un saluto di pace e di amore, nella fratellanza e nella armonia del creato. Noi fratelli templari, siamo tornati per compiere l'ultimo estremo sacrificio: liberare dal maligno questo angolo di universo e farlo brillare nella luce divina. Il nostro ritorno coincide con l'avvento dell'era nuova che voi chiamate dell'Acquario, un'era che si prospetta luminosa e pregna di meraviglie spirituali, ma tanto dolore ancora sarà sparso dalle ossute mani del male prima di elevarvi al cospetto del Cristo <3 che il suo regno vi accolga in questo pianeta puri e impavidi.